Largo al Futuro: Tutti dovranno avere la possibilità di essere i liberi artefici del proprio destino e futuro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Porcelli Massimiliano, fan del nostro blog.

Secondo recenti studi, il danno provocato dal COVID-19 in Italia sarà di 641 miliardi e con il termine “danno” non si deve solo intendere il grande costo sanitario ma soprattutto il gravissimo e ben peggiore costo finanziario e sociale dovuti a un lockdown che durerà ancora a lungo e che sta distruggendo il Paese giorno dopo giorno, portando alla morte di tante piccole e medie aziende che sono la base economica della nazione.

Tralasciando le giustissime polemiche sulle Fase 2 (o meglio la “Fase 1 bis“) ancora una volta chi sta fuori dalla mente dei politici nostrani, dei Dpcm e delle “millemila” task force, create negli ultimi mesi per aumentare ancora di più il caos governativo del Paese, sono purtroppo ancora una volta i giovani.

I giovani in Italia solo la classe sociale più bistrattata e mal considerata. Senza voler recare insulti a nessuna classe sociale, l’Italia si attesta come sempre come un “paese per vecchi” che fa leggi e procedimenti per vecchi e non investe in persone che possono scrivere il futuro ma in chi il futuro l’ha già scritto e vissuto.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’Italia perderà circa il 9% del suo PIL e la crisi del COVID-19 supererà a livello mondiale la Grande Depressione del 1929 e la Grande Recessione del 2008. Le prospettive sono tutt’altro che rosee e ciò genera nella popolazione sconforto che, se non gestito, può tramutarsi in rabbia, odio e ribellione. Nessuno ha pensato a finanziare le aziende o le idee dei giovani per ricreare il lavoro né ad abbassare le tasse e le imposte per aiutare le giovani famiglie e, soprattutto, si sta gestendo con una superficialità disarmante il mondo della scuola, soprattutto il mondo universitario, senza dimenticare i maturandi del 2020.

Cosa la politica lascerà ai suoi figli? Per ora abbiamo solo tasse, burocrazia e impedimenti di ogni tipo. I giovani, però, hanno tutto il diritto di gestire la propria esistenza e il proprio futuro e, soprattutto, hanno il diritto di lavorare, non di vivere di sussidi o elemosine statali, che sono solo bacino di voti e corruzione.

Una decrescita non è mai felice e una nazione che vuole rinascere non si può fondare su politiche parassitarie. Tutti dovranno avere la possibilità di essere i liberi artefici del proprio destino e futuro, ricreando lavoro e progresso senza le catene di alcuna istituzione.

#TorniamoLiberi #Rondini

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