TAV: Le ragioni liberali per il No

Nell’intervista al prof. Francesco Ramella IBL abbiamo affrontato il tema della TAV e ne sono emersi degli spunti di riflessione molto interessanti.

In primo luogo, scarso peso sembra finora aver avuto, sia sui mezzi di informazione sia nell’ambito del processo decisionale, una terza posizione, anch’essa scettica sulla realizzazione dell’opera ma di matrice molto diversa da quella degli ambientalisti e dei sindaci locali in quanto fondata sulla comparazione costi e dei benefici del progetto.

In secondo luogo, l’inesistenza di una domanda di trasporto, passeggeri e merci, tale da giustificare la realizzazione della linea AV trova riscontro nel fatto che non vi è alcun soggetto privato disposto ad investire proprie risorse nel progetto che sarebbe quindi interamente finanziato a carico del contribuente

Tale constatazione non dovrebbe stupire se si pensa a quanto accaduto con il Tunnel della Manica (tra Parigi e Londra, non tra Torino e Lione) che, grazie soprattutto alla ferrea volontà di Margaret Thatcher, venne realizzato esclusivamente con fondi privati. Gli sfortunati risparmiatori francesi ed inglesi hanno visto nell’arco di un decennio quasi azzerarsi il valore del proprio investimento ma almeno in quel caso nessuno è stato obbligato a partecipare, in qualità di contribuente, ad un’avventura ad alto rischio.

Né la competitività del Paese, né la tutela dell’ambiente sembrano dunque essere motivazioni valide a sostegno della linea ad alta velocità tra Torino e Lione: restano gli argomenti di “imprenditori” che non vogliono rischiare e di politici in cerca di consenso a spese del contribuente.

Consigliamo dunque la lettura dell’IBL Briefing Paper che spiega le ragioni liberali per il “No” e la visione della nostra intervista per avere il quadro completo della situazione.

➡️ Leggi l’IBL Briefing Paper

➡️ Guarda l’Intervista al prof. Francesco Ramella di Students For Liberty Italia

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