Lasciate correre i monopattini elettrici!

“Positivismo giuridico”: pensare che non possa esistere nulla, se non attraverso l’esistenza di una legge. È forse uno dei peggiori mali del nostro tempo e del nostro Paese, caratterizzato da una burocrazia asfittica e da un corpo di leggi dalle dimensioni impressionanti. 

L’ultimo esempio è legato ai nuovi monopattini elettrici, che stanno facendo il loro ingresso anche nel mercato italiano. Non inquinano, piacciono a chi si deve muovere in città e si stanno diffondendo sempre di più, senza l’intervento esterno di qualche ente particolare o politico illuminato che abbia detto di usarli. Ciononostante, secondo Legambiente ed altre organizzazioni, “ci vuole una legge” per consentirne l’uso (?!?).

Eppure, qui in Italia, così come nel resto del Mondo, i consumatori ne hanno intuito l’utilità e, di conseguenza, acquistati e utilizzati, senza necessità di alcuna legge. 

Ma si capisce che chi ha un’ossessione compulsiva legata all’esistenza di leggi, norme e regolamenti, possa ritrovarsi spaesato e colto dalle più terribili paure di fronte al libero utilizzo di tali mezzi, che potrebbero essere non omologati o omologabili (sciagura terribile), o addirittura “pericolosi”. Per chi, però, non si sa. Forse, più che per gli utenti, sono pericolosi per chi ora si trova con un concorrente in più nella mobilità urbana.

Temiamo che le compagnie che stanno diffondendo i monopattini elettrici in giro per il mondo e per l’Italia, come Lime, Bird e Helbiz, faranno la fine di Uber, bandita da ogni città italiana per privilegiare la categoria dei tassisti. E, perciò, come facemmo a suo tempo per Uber, ci schieriamo a fianco della libertà di movimento e di mercato, preparandoci a dare battaglia per evitare burocratizzazioni selvagge e divieti!

➡️ Link per approfondire.

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