La pandemia di COVID-19 evidenzia la natura mutevole del ruolo del governo

di Russel Coates, pubblicato sul blog di Students For Liberty. Traduzione dall’inglese a cura di Students For Liberty Italia

Solo un anno fa il mondo di oggi sarebbe stato impossibile da prevedere. Pochi avrebbero potuto immaginare che molte delle libertà che avevamo nel 2019 sarebbero state revocate così facilmente. Dopo quello che è stato un decennio ampiamente positivo, in particolare per lo sviluppo economico e la riduzione della povertà globale, gran parte del progresso è stato ora completamente annullato. Di conseguenza, i lockdown sollevano importanti interrogativi sul ruolo del governo.

Il mondo di oggi – impensabile nel 2019 

In tutto il mondo la maggior parte di noi ha assistito a delle violazioni senza precedenti delle nostre libertà civili durante la pandemia di COVID-19. I governi hanno imposto degli obblighi di rimanere in casa che spesso si prolungano per diversi mesi. Hanno costretto le aziende a chiudere, causando indescrivibili difficoltà a tanti imprenditori ed ai loro dipendenti. Le restrizioni per i viaggi sono state severe e molti governi hanno persino proibito alle persone di ricevere degli ospiti in casa propria, tra le tante politiche di stampo autoritario. Senza conoscere il contesto attuale, quasi tutti nel 2019 avrebbero considerato barbaro ed impensabile un simile giro di vite nella loro quotidianità. Tuttavia, di fronte alla minaccia di un nuovo e sconosciuto agente patogeno, molti di noi si sono convinti che non ci fosse alternativa all’utilizzo di un’ampia gamma di misure, estreme e senza precedenti, per combattere il virus. 

Le nuove aspettative riposte nei governi 

Ci sono state diverse grandi pandemie dall’inizio del XX secolo. Queste includono, ad esempio, l’influenza spagnola (1918-20), l’influenza asiatica (1957-58) e l’influenza di Hong Kong (1968-69). Tuttavia, nonostante il loro ampio impatto globale, nessuna di queste pandemie ha portato a qualcosa di comparabile ai livelli delle interruzioni nelle dinamiche sociali che vediamo oggigiorno. Ciò che è ora chiaro è che, ad un certo punto, ai governi è stata in qualche modo attribuita la responsabilità per la morte o la sofferenza di qualsiasi individuo che contragga un virus. Nonostante la legittimità estremamente discutibile di questo nuovo ruolo del governo, è comprensibile che, di fronte a queste mutate aspettative, i politici avranno naturalmente un incentivo a prendere qualsiasi misura possibile, anche drastica. In quanto tali, le soluzioni dall’alto verso il basso offerte dalla maggior parte dei governi rappresentano un tentativo da parte dei politici di scaricare la colpa per eventuali vittime dovute alla pandemia. Pertanto, il loro argomento è che, se un governo attua misure forti ma il virus continua a diffondersi a prescindere da queste, non sia colpa loro, ma piuttosto sarà degli individui che si comportano in maniera sconsiderata. 

La questione della responsabilità individuale

Uno dei risultati della delega di tutti gli aspetti della lotta alla pandemia ai governi è un declino della responsabilità personale. Invece di valutare i rischi delle varie attività, molti determineranno invece se qualcosa sia sicuro o meno semplicemente in base al fatto che il loro governo lo consenta in un dato momento. Piuttosto che sollecitare una serie di decreti in continua evoluzione, il ruolo delle autorità sanitarie dovrebbe essere quello di concentrarsi sulla comunicazione di consigli chiari e coerenti al pubblico. Ciò comporterebbe la sensibilizzazione sulla gravità di una minaccia e la promozione di buone abitudini. Gli individui non devono evitare di assumersi la responsabilità personale, incolpando il governo di non imporre comportamenti responsabili quando qualcosa va storto. Non dovrebbe spettare ai governi garantire che nessuna conseguenza negativa derivi dalle decisioni sbagliate degli individui. Insinuare che questo sia un ruolo legittimo del governo costituirebbe un precedente molto pericoloso.

I governi raramente rinunciano ai loro poteri

È importante ricordare che, una volta che un governo aumenta il proprio raggio d’influenza, i nuovi poteri che acquisisce raramente vengono abbandonati. Come Milton Friedman ha brillantemente evidenziato una volta, “Niente è così permanente come un programma provvisorio del governo”. Prima del 2020, sarebbe sembrato assurdo che i governi potessero mettere agli arresti domiciliari intere popolazioni e costringere le imprese a chiudere a seconda di ciò che loro avessero ritenuto essenziale. Allo stesso modo, se qualcuno avesse scritto un libro su un mondo in cui i governi avessero iniziato a stampare denaro per sovvenzionare ampie fasce della popolazione a cui avevano proibito di guadagnarsi da vivere, sarebbe senza dubbio appartenuto alla sezione narrativa. Mentre possiamo ragionevolmente aspettarci che molte delle attuali restrizioni vengano revocate nel prossimo futuro, a parte il disastro economico ed una crisi di salute psicologica, un altro elemento dell’eredità dei lockdowns sarà probabilmente una diversa percezione del ruolo del governo.

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