Chiudono i Cannabis Shop

Pare che l’ultima moda sia di voler chiudere i negozi di cannabis legale, sperando, con questa mossa, di risolvere il problema della dipendenza dalla droga. Oggi, dalla moda si è passati ai fatti: nelle Marche, due negozi di cannabis legale sono stati chiusi per ordine del Questore di Macerata, Antonio Pignataro. “Alle tante mamme che soffrono per i loro figli che fanno uso di cannabis avevo promesso che avrei chiuso tutti i negozi di Cannabis legale: oggi con la chiusura di questi altri due negozi, ho onorato la mia promessa”, ha spiegato il questore in un comunicato.

A parte il fatto che la “cannabis legale” lo è proprio perché non ha effetti allucinogeni, ma solo rilassanti: in pratica, il questore e i suoi sostenitori stanno dichiarando di voler impedire il commercio della “camomilla”.

La cosa più squallida di questa situazione è, però, il fatto che, ancora una volta, l’italica “INcertezza del diritto” punisce chi decide di investire in un determinato mercato, reso legale o liberalizzato in precedenza. Ora tanti negozianti si ritroveranno senza lavoro e nessuno li rimborserà mai per gli investimenti fatti. E no, non è un “rischio di impresa” come molti (incautamente) adducono.

Oltre a ciò, vogliamo sottolineare, ancora una volta, che il problema “droga” non si sconfigge con la proibizione: così si alimentano solo le mafie e il narcotraffico. Questi provvedimenti “spot” puniscono solo chi commercia onestamente e segue le regole: ma la lotta alle mafie non può passare attraverso la punizione di innocenti che con le mafie nulla c’entrano.

La proibizione, oltre ad arricchirle, permette alle mafie di creare droghe sintetiche, molto più pericolose della cannabis, e, certamente, della cannabis “light” ogni nel mirino. La proibizione, inoltre, affolla le carceri e criminalizza degli scambi che avvengono e avverrebbero comunque, che la legge la voglia o no.

Se vogliamo che circoli meno droga possibile, possiamo solo dire #EndTheDrugWar

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